Fin dall’antichità il legno è stato utilizzato per la realizzazione di opere d’arte e per la creazione di manufatti che oggi assumono una forte rilevanza storico-artistica.
Cornici, dipinti, sculture, mobili e strumenti musicali d’epoca sono una chiara testimonianza del nostro passato e possono avere una rilevanza storica, ma anche affettiva.
I manufatti lignei rappresentano una parte fondamentale del nostro patrimonio culturale e la loro custodia e salvaguardia rappresenta una necessità indiscutibile.
Il recupero e il restauro dei beni culturali sono lo strumento per la conservazione e la valorizzazione dell’identità materiale dell’oggetto che, se ben curato, potrà pertanto essere tramandato, immutato, al futuro.
L’approccio metodologico a tutela del bene deve essere scientifico e sistematico e deve comprendere l’analisi del comportamento dei materiali nel tempo.
Ma prima di ogni cosa è bene ricordare che l’accostamento ad un bene culturale deve tenere in debita considerazione l’estrema delicatezza del manufatto, spesso datato e quindi, con buona probabilità, bioderiorato.
Se è pur vero che il legno mostra una grande resistenza alla degradazione intrinseca, è altrettanto vero che la natura organica della matrice lo rende particolarmente aggredibile dai biodegradatori del legno.
Funghi e batteri svolgono un ruolo importante nei processi di degradazione, ma i danni più consistenti sono provocati dai tarli che non solo mettono in pericolo l’integrità delle strutture, ma con la loro attività determinano danni incalcolabili compromettendo la valenza estetica del manufatto.