Tarli
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Tarli

I tarli propriamente detti appartengono all’Ordine dei Coleotteri. Sono insetti le cui ali anteriori hanno perso la loro funzionalità originaria e hanno unicamente la funzione di ricoprire le ali posteriori, le uniche deputate al volo.
Diverse sono le specie che vivono a spese del legno. Esse appartengono alle famiglie degli Anobidi, dei Lictidi e dei Cerambicidi.

I danni sono provocati sia dalle larve che dagli adulti.

Ma mentre i tarli adulti provocano un danno prevalentemente estetico limitandosi al foro di sfarfallamento attraverso il quale l’insetto esce dal manufatto per andarsi ad accoppiare, le larve sono responsabili di danni ben maggiori. Queste durante tutta la loro vita (che può durare anche parecchi anni) scavano ininterrottamente gallerie all’interno del legno.

La presenza delle larve è praticamente invisibile poiché la loro attività non si svolge mai esteriormente, ma all’interno del manufatto a qualche cm dalla superficie.

Gli unici elementi che possono lasciare presagire la presenza dei tarli è la comparsa di rosume (escrementi frammisti a rosura) che può essere allontanato all’esterno (come nel caso degli anobidi) e l’inconfondibile rumore che la larva produce durante l’attività escavatoria. Altre volte, come nel caso dei cerambicidi e dei lictidi, il rosume rimane nella galleria che risulta pertanto ripiena dei materiali di scarto della larva.

I tarli del legno sono molto prolifici: ogni femmina può deporre decine di uova. La durata del ciclo è molto variabile e dipende dalle condizioni ambientali. Se il manufatto è in ambiente riscaldato il ciclo si può completare anche in meno di un anno con effetti negativi sulla conservazione del manufatto ligneo.