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Testimonianza: l'acaro dei tarli

di Graziano Poli

08/12/2011

Firenze, Agosto 2011. «Posso entrare in casa? Dici sul serio? Vi ringrazio tutti. Bellissimo». Mentre pronunciava queste parole, Cristina, con agitazione si strofinava la mano sul corpo. A stento si controllava, nel tentativo di scrollarsi quel ricordo irritante, impossibile da dimenticare: la prurigine ancora viva sulla pelle e il corpo martirizzato dai pomfi. Il tormento era finito. Alla riapertura della casa, dopo l´intervento di disinfestazione, tutto era tornato normale.

Pyemotes ventricosus nella parlata comune è variamente definito: acaro dei tarli, acaro dei mobili, acaro del legno, acaro dell´antiquariato. È problematico per l´uomo, invisibile, non immediatamente riconoscibile; attivo in ambiente confinato ma anche all´esterno, spesso in legnaie. Provoca fenomeni morbosi e reazioni d´interesse dermatologico: lesioni e prurito; un solo acaro è in grado di pungere molte volte. Il fastidio e le reazioni cutanee non sono immediati, il disagio comincia qualche ora dopo le punture. Sulla cute compaiono papule intensamente pruriginose.




Cristina e Marco, abitano in un elegante casolare di campagna, vicino a Firenze. La casa era stata consegnata ai nuovi proprietari in primavera, dopo la ricostruzione dell´edificio. Le travi dei solai e della copertura, sono state recuperate dai ruderi del fabbricato demolito. Il costruttore ha garantito il trattamento antitarlo: una spennellata lava-coscienza sul legno dei soffitti. All´indomani di una serata casalinga, anche alcuni amici, mostrarono una dermatite sul tronco e sulle braccia. Per Cristina e per Marco era l´inizio di una grave preoccupazione. Una piaga durata due mesi.

Loro avrebbero meritato fin da subito più professionalità: metodi ed esiti risolutivi, rispettosi dell´intima famigliarità. Il medico all´inizio era convinto fosse un´intossicazione, poi, diagnosticava una dermatosi provocata da insetti: entomodermatosi. Nessun approfondimento. Pensava alla scampagnata di gruppo fatta prima di cenare. L´equazione scontata si era materializzata: criterio disordinato e incoerente (ma quale criterio?), uguale, nessuna soluzione. A casaccio si erano esaurite decine di bombolette insetticide; era stata eseguita anche una disinfestazione suggerita come risolutiva.

La casa era diventata un desiderio rivoltante. La cruda situazione ha richiesto un approfondimento. Il primo passo è stato condurre una precisa indagine eziologica. L´anamnesi ha messo ordine nei fatti, consentendoci di raccogliere preziose informazioni. L´analisi ambientale, svolta in ogni stanza dell´appartamento, ha identificato P. ventricosus presente su alcune travi: molte di quelle recuperate. La mappatura dell´infestazione è stata seguita da una debiotizzazione del legno dei soffitti con il Metodo Eurogreen. Un esame successivo ai trattamenti ha evidenziato acari residui morti. Il problema è stato risolto.

Il nostro successo è il risultato di un ragionamento: conoscere il problema consente la migliore soluzione. Cristina e Marco adesso lo sanno: non può esserci soluzione senza un approccio ordinato, professionale. Conoscono il problema e si sentono protetti; non temono una ricaduta, ci salutano con un gesto riconoscente.

«Ci vediamo in primavera, verremo per un monitoraggio. State sereni e sicuri».

Pyemotes ventricosus è un acaro appartenente alla classe Prostigmata, alla famiglia dei Pyemotidae, genere Pyemotes, specie P. ventricosus. 

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